Intervista a Umberto Palazzo. Il Rock italiano non interessa più a nessuno
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Per prima cosa ti andrebbe di fare una playlist da ascoltare mentre si legge quest’intervista?
Sleaford Mods: A Little Ditty
Mac DeMarco: Salad Days
Real Estate: Talking Backwards
Neneh Cherry: Out Of The Black
Fennesz: Becs
Wovenhand: Masonic Youth
Swans: A Little God In My Hands
Per ascoltarla premi PLAY
Hai fondato i Massimo Volume all’ inizio degli anni 90’ per poi suonare con il Santo Niente e El Santo Nada. Guardando indietro come vedi te stesso 15 anni fa e cosa è cambiato, se è lo è, nel tuo modo di fare musica?
Prima dei Massimo Volume c’erano gli Aut Aut, una band post punk che ho fondato nell’81 e poi gli Ugly Things e soprattutto gli Allison Run col grande Amerigo Verardi. Il mio modo di fare musica cambia in continuazione, perché studio costantemente e lavoro tantissimo in sala di registrazione. Non smetto mai di studiare la musica, i modi di produrla e di comporla e le nuove tecnologie.
Quanto ti ha influenzato musicalmente il soggiorno inglese, quand’eri ragazzino?
Mi ha cambiato totalmente la vita e mi ha fatto capire quanto sia diverso l’approccio alla musica fuori dai confini italiani.
Come sono nati Massimo Volume?
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Com’è l’esperienza con I Santo Niente e come è stata quella con il Consorzio Produttori indipendenti?
Con i ragazzi con cui suono ora facciamo una grande band e secondo me dal primo al quarto i dischi del Santo sono progressivamente migliori. Col CPI c’era più visibilità e si era inseriti in un giro aristocratico, ma non era poi questa grande cosa. C’era molta ipocrisia.
E dopo il CPI?
Dopo il consorzio ci sono “Occhiali scuri al mattino” che è un EP e “Il fiore dell’agave” che è un disco secondo me superiore a quelli fatti col CPI. Nel frattempo mi ero trasferito a Pescara e la formazione della band era ovviamente cambiata. Il Santo Niente dell’agave si trasformò nel Santo Nada e registrammo Tuco. El Santo Nada non si è mai sciolto e pensiamo di riprendere l’attività prossimamente. In seguito a questa evoluzione nel Santo Niente sono entrati Tonino Bosco, Federico Sergente e Lorenzo Conti e questa formazione e oramai stabile da quattro anni.
Qualche tempo fa hai dichiarato che “Il Rock in Italia è morto” lo pensi davvero?
Non interessa più a nessuno se non a una ristrettissima cerchia di iniziati. Io sono abbastanza vecchio da ricordarmelo da vivo, comunque.
Un giornalista italiano una volta ha chiesto a Keith Richards cosa fosse il Rock e lui ha risposto “sono io”; secondo te il rock è uno stile di vita e qual è, se esiste, l’ artista per eccellenza?
Credo che Keith abbia ragione per quello che lo riguarda, ma vuol dire anche che il rock è vecchio. Non credo comunque che sia più lo stile di vita che comunemente gli viene associato, perché la trasgressione oggi è ovunque tranne che nel rock. Le discoteche, anche quelle commerciali, sono posti molto più selvaggi dei concerti rock. Anzi il rock italiano è per lo più puritano in maniera imbarazzante.
Oltre ad essere sulle scene musicali italiane da un po’ di tempo, sei anche laureato in giurisprudenza. Parliamo di S.I.A.E, qualche tempo fa hai sollevato la questione sui diritti d’autore, la “Class Action”, com’è nata?
Leggendo con attenzione la documentazione che la SIAE invia ogni sei mesi. Tutti gli autori dovrebbero farlo. Purtroppo non succede.
E l’Europa? Esistono leggi sul diritto d’autore a livello europeo?
Certo, ma la gestione dei diritti è completamente diversa.
Cosa cambieresti in Italia se potessi (a parte abolire la Siae)?
L’istruzione e il valore che viene dato alla cultura.
Umberto è di certo uno di quelli che tirano dritti per la loro strada crescendo e sperimentando nuove e varie strade musicali: disk jokey, direttore artistico del club Wake Up e ovviamente abilissimo cantautore. Evoluzione integra, senza svendite d'occasione la sua, in un percorso indubbiamente atipico e sempre interessante.
Potrete vedere Il Santo Niente al Festival Strade Musicali, al Campus Universitario di Chieti il 13 Giugno. Per maggiori informazioni vi rimando alla pagina Facebook de Il santo niente.
Umberto è di certo uno di quelli che tirano dritti per la loro strada crescendo e sperimentando nuove e varie strade musicali: disk jokey, direttore artistico del club Wake Up e ovviamente abilissimo cantautore. Evoluzione integra, senza svendite d'occasione la sua, in un percorso indubbiamente atipico e sempre interessante.
Potrete vedere Il Santo Niente al Festival Strade Musicali, al Campus Universitario di Chieti il 13 Giugno. Per maggiori informazioni vi rimando alla pagina Facebook de Il santo niente.
* Mamma! Se ci leggi è giornalismo, se ci quereli è satira, Anno IV Numero 2/2012
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